PATRIZIA BURRA PHOTOGRAPHY

Photographer / Stylist / Creative Designer / Creative Director

WHAT THEY SAY

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Archivio FMF Nell’ambito degli impegni istituzionali il Fondo Malerba per la Fotografia ha dato il via ad un progetto di carattere divulgativo nazionale per la valorizzazione della produzione fotografica italiana. Lo scopo è quello di realizzare un archivio digitale all’interno del quale conservare le immagini di tutto quanto prodotto, rendendolo disponibile in rete agli operatori del settore e al pubblico di appassionati. Ambito fondamentale dell’intervento è tutta la fotografia emergente realizzata dai fotografi italiani in modo progettuale dal primo gennaio 2001 in avanti, in Italia o all’estero anche se inedita e non inserita all’interno del sistema artistico ufficiale. La raccolta sarà uno strumento efficace per testimoniare le diverse e numerose tendenze artistiche che si sono sviluppate e continueranno a svilupparsi nel panorama fotografico italiano del ventunesimo secolo. Ogni anno, mediante un bando nazionale, una commissione interna al Fondo Malerba per la Fotografia seleziona i progetti inviati da tutti i fotografi italiani che intendono contribuire allo sviluppo della raccolta. Per avere titolo all’inserimento all’interno dell’archivio FMF i progetti devono soddisfare tutti e in modo completo i requisiti richiesti elencati all’interno del regolamento. Per l’edizione 2015 sono stati selezionati i progetti degli autori: Matteo Cirenei, Patrizia Burra, Libera Mazzoleni, Diego Zitelli, Gianni Otr, Stefano Bossi, Ludovico Maria Gilberti, Antonella Bucci, Alfredo Macchi, Francesca Pompei, Laura Castro, Emanuela Carone, Marco Piersanti, Patrizia Zelano, Enrico Balzani, Milena Giacomazzi, Paolo Schifano, Roberto Contini, Carlo D’Orta, Roberto Spotti, Paolo Maggiani, Antonella Gandini, Claudio Manenti, Maurizio Vatteroni, Pasquale Sanseverino, Danilo Susi, Claudia Rossini, CROP Collective, Giuseppe Firenze, Roby Novello, Giorgio Lamperti Tornaghi, Mauro Guastalli, Franco Martelli Rossi, Piero Arianos, Claudia Cavazzuti, Alessia Cervini, Tea Giobbio, Roberto Mari, Luca Monaco, Nina Carini, Marco Introini, Fulvio Ambrosio, Chiara Arturo, Magda Minguzzi, Cristian Gelpi, Ilaria Rupil, Luigi Fieni, Orlando MYXX, Tiziano Rossano Mainieri, Elena Franco, Giovanni Maria Soglia, Massimo Motta, Valter Faedda, Francesco Attardo, Gianluca De Simone.

what they say

Patrizia Burra. by Tim Andrews. http://timandrewsoverthehill.blogspot.it/2013_06_01_archive.html

It was her beautiful smile which I noticed first. It was full of warmth, friendship and love and yet we were meeting for the first time. How could that be? Well, it is easy to explain. Patrizia Burra is as passionate a person as her wonderful photography suggests. She instils her work with a love of the medium certainly but also with a love of life, a love of her fellow human being and a clear understanding of what is good in this weird world of ours. One only has to look at the images on this page to realise this. When I saw her work on her website (after it was featured in Professional Photographer magazine), I knew that I had to write to her and tell her how much I loved it and to ask if she might consider photographing me even though I knew that she lived and worked in Italy. She replied the same day saying that she would be pleased to come to England to photograph me. I was so pleased. We corresponded at length and gradually began a countdown to the day of the shoot. I had such high expectations of the shoot that I suppose there was a danger of disappointment. No way. First of all, I met her very handsome husband, Corrado, whose kind eyes told me, in one glance, so much about them both (that is Corrado and Patrizia - not his eyes) and then I went to find Patrizia and was met with her smile and then her slightly awkward words of greeting - awkward because she doesn't speak English very well. They suggested that we went outside so they could smoke and we could get to know each other better which we did but it was too late. I knew enough already to realise that I could throw myself into the shoot with complete abandon and trust that the images would be stunning. I did and they were. I told them that Patrizia was the 250th photographer to photograph me and I felt very emotional as I did so because I suppose it is a sort of milestone. Also, I had wondered from time to time whether I ought to stop at 250 and say to the 250th photographer "you're the last one" but I knew that it wasn't going to happen - I enjoy the shoots far too much. We returned to the studio and Kenny McCracken helped them set up the lighting and eventually Patrizia was ready and I took off my clothes and she directed me as to what I should do mostly with a large piece of white gauze material. She was very business-like and knew exactly what she wanted but every so often she would stop and smile with the sheer pleasure of it all. It was a very carefree atmosphere but at the same time, very professional. After we finished, I took them back to our house and introduced them to Jane and we all went down to the local cafe for a snack. They then took their leave of us and so ended a magical day but not the magic itself which reappeared with the images which Patrizia sent to me. I was so very impressed and moved because they were produced with the same love and care that she applied during the shoot. I knew very quickly which one was my favourite and Patrizia approved of that as well as the title which, in fact, was suggested by her. I love the way the light catches my face in such a way that suggests a real innocence (and, yes, Patrizia, tenacity too), a real clarity of purpose and thought and love for the world and this life. I think that it says much the same about Patrizia. So, there we are,"Holding On" by the one and only Patrizia Burra. A beautiful person with an adorable husband and a huge amount of talent. What more can you ask for?


Patrizia Burra. Plurale, Femminile by Paola Palmaroli.

"Con le visioni di Patrizia Burra Photography si viaggia e si descrivono percorsi nei territori della femminilità che troviamo nelle sue immagini espressi con una potenza ed una grazia senza pari. Questa fotografa apre nuovi varchi per affrontare luoghi inesplorati, a volte temuti e tenuti sotto controllo, dalle donne da lei ritratte invece trasformati in un'esplosione di vita sensuale e deflagrante di luce. Donne che al colore ed al bianco e nero concedono poco, si impregnano di ciò che le veste e lo assorbono, come con i tatuaggi sanciscono la loro appartenenza ad un apocalisse che purifica e rinnova. Donne che volano, voli reali ed irreali, pindarici e metaforici che richiamano figure simboliche mitologiche, capaci di riconoscere i loro punti deboli e di trasformarli in valore aggiunto, in punti di forza. Donne che non si travestono ma indossano tutte le loro anime, nessuna esclusa, mostrando nel loro sguardo la verità, il coraggio, la sfida, l'auto-consapevolezza di ciò che si può essere e dare senza mediazione alcuna, senza opportunismi od ipocrisie, senza calcolo ne mascheramenti. Donne che si valorizzando innanzitutto mostrando quello che sono e sentono di essere, successivamente accentuando i loro caratteri peculiari. Le donne di Patrizia Burra sono quelle che hanno cambiato la vita più profondamente di cento, mille rivoluzioni, sono coloro che non si perdono mai e non si dileguano con gli anni per quanto svaniscano i tratti più delicati dei loro volti, per quanto i corpi si deformino e muti il loro aspetto esteriore. Osservando l'opulenza degli abiti si finisce per scoprire che sono loro a vestirli e non viceversa, che il trucco le svela ancora di più d quanto si possa credere, che la danza dei corpi non mima ma interpreta i loro desideri, i loro sogni. Nelle loro rughe, nelle loro occhiaie, nella luce della loro pelle ci sono i desideri suscitati, le parole giunte in ritardo che diventarono marchi di fuoco sulla carne esplorata e mai del tutto conosciuta. Sono donne che possiedono inscritti nei loro visi felicità e drammi deflagranti, sono una corrente sanguigna che ingloba il senso dell'assoluto che gonfia le vene del collo o quelle delle mani, che provoca separazioni ma non riflette mai una fine piuttosto un nuovo corso, nuove diramazioni. Donne che si identificano totalmente in quello che credono ed agiscono di conseguenza mettendosi sempre in discussione, fin da bambine, donne che conoscono il senso della sconfitta e della vittoria e non tradiscono mai se stesse sia nel primo che nel secondo caso. La bellezza e la forza delle donne che ci arrivano dalle immagini di questa fotografa è di quelle che cambiano la vita, che rendono una modella protagonista assoluta della storia descritta od interpretata, quasi si calasse completamente nella parte e resuscitasse la parte più profonda. L'essenza di quell'essere che donna è e tale rimane sia nelle intenzioni che nei vissuti, sovrastata da un'aurea non solo sacra ed eterea ma pure estremamente profana, pulsante, viva, animalesca. Troverete in queste visioni la donna che vola e come una fata rifulge di luce propria, la donna opulenta che vi guarda dritto negli occhi, quella più timida che non smette di far crescere le proprie ali per essere altro da quel timore che le attanaglia e la frena, donne che si misurano con i propri incantamenti, Meduse bambine, dee invecchiate ma ancora splendenti per la gioia di essere vive e libere, donne che ascoltano la parte più oscura che le abita e vivono quelle ombre come fossero luce, donne che si inerpicano sui crinali dei loro sentimenti a mani nude, scorticandosi, mai rinunciando a quella meta che si sono prefisse. Donne apparentemente vinte, in atteggiamento di riposo o d'attesa pronte a balzare con forza animalesca per fendere il fianco di qualsiasi nemico, donne che hanno mani grandi e forti come quelle degli uomini e sanno usarle per accarezzare, per creare, per modellare la creta dei loro destini, per guarire dai morsi della violenza gratuita e subita o, per riemergere da quella paura che le imprigiona sotto campane di vetri soffocanti. Le donne di Patrizia Burra sono come la fotosintesi clorofilliana, ossigeno ed anidride carbonica che necessitano di luce per donare vita, luce che non si sottrae mai ed erompe anche dai buchi delle serrature, che non è vinta neppure quando è oscurata da guerre o da malattie! Non esiste immagine di Patrizia Burra con cui non dovrete misurarvi: queste caratterizzazioni non vi faranno venire a patti con la donna che siete, con la donna che avete accanto, con la donna che cercate: non verrete a più miti consigli, ne indulgerete ad idealizzarla, piuttosto la riconoscerete nel momento stesso che si mostrerà in tutta la sua disarmante verità, senza temere di sostenere uno sguardo, di agire, di vivere, di amare, di essere! Queste sono le donne che Patrizia Burra ha fatto parlare illuminandole di una luce che non vi lascerà mai più tanto incanta ed avvince.


Patrizia Burra. by Jorge Pinto Guedes.

Please dare to disturb us. As editor in chief of Arte Fotografica magazine, it’s my job to search for new authors, daring concepts and outstanding images. So, a few years ago, wondering trough that immense ocean of images on the web, I “crashed” into Patrizia’s work. This encounter is engraved in my memory as one of the few cases in twelve years of search when I had to stop the world around me so I could taste slowly, gently and again what I was seeing. From that day in I had the joy to publish two portfolios on different editions and now comes a big moment, this book we are presenting, that speaks for itself. In my opinion Patrizia’s work settles on three pinnacles: unusual female imagination, concept and love, in equal parts. And how that recipe works perfectly! Patrizia’s unusual female imagination is capable to invent the most incredible ideas and suggestions, along with stories inside other stories that she transforms into beautiful images. Each image is immediately readable but hides, most of the times, a big and complex set of ideas or even statements. The conceptual level of her work is difficult to match that, in fact, it´s one of those cases on witch we can say to ourselves: “why didn’t I remember to do this?” As simple and intangible as that. And love. Love connects all the previous attributes and wraps the whole thing with a very special aura. So I believe that every time we watch Patrizia’s images, we are bombed with several emotions at the same time and we get disturbed because it’s impossible to be indifferent. That’s why she shines and that’s why her work must be eternized.